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Atteggiamento femminile nei confronti del pene

C'è una questione macroscopica elusa, si sa, nella teoria psicanalitica: l'Edipo femminile. Per comprendere che la teoria che si trovano fra le mani sulla questione femminile, pone forse più problemi di quanti non ne risolva.

Vale a dire la necessità, non ulteriormente rinviabile, di conoscere e di definire con il maggior rigore teorico possibile, i termini precisi della questione. Intendo dire che una certa spinta, per certi versi troppo in avanti, nella teoria, ha prodotto una sorta di sovrapposizione, una coincidenza fra due tempi che coincidenti non sono: il momento per comprendere e il momento di concludere con il risultato di un'anticipazione del secondo a scapito di una maturazione del primo.

In verità, all'intuizione folgorante dell'esistenza di questo dato di realtà, si deve la nascita, la crescita e la grande diffusione del movimento femminista degli anni '70 che - bisogna dire - non è andato, né sarebbe potuto andare, molto più in là di questa intuizione, i cui effetti nel sociale furono e continuano ad essere riconoscibilissimi, sia pure, a volte, in forme destabilizzanti se non devastanti per le atteggiamento femminile nei confronti del pene stesse.

Come dire che vorrei trasformare il punto d'arrivo più alto - che il Forum certo rappresenta - in una discesa per una ripresa teorica senza scorciatoie. Eppure vale la pena anticipare sin d'ora che questa distanza - cui pure non manca una sua ragion d'essere - è meno radicale di quanto possa sembrare. In un lampo anticipatorio vorrei rilevare che la scelta di situare il desiderio femminile, nel titolo, fra isteria e melanconia, non è casuale non essendo affatto accertato che questo desiderio nell'accezione appena suggerita che mi piace conservare possa davvero realizzarsi nella sua forma più pura, senza l'ingombro di una patologia, possa offrirsi, insomma, nella sfera della Salute termine da intendersi in senso nietzschiano, nel senso della Grande Salute da non confondersi con la cosiddetta normalità.

atteggiamento femminile nei confronti del pene

La necessità di limitare il campo d'indagine all'identificazione che è in giuoco al termine dello sviluppo edipico indicato da Lacan, per intenderci, come III tempoè imposta dalla dimensione e dallo spessore teorico di questo concetto la cui vastità e le cui articolazioni rischierebbero di fuorviarci rispetto alla direzione intrapresa. Un punto essenziale va tuttavia tenuto atteggiamento femminile nei confronti del pene la centralità del concetto d'identificazione - cui Lacan ha dedicato un intero Seminario - ripetutamente indagato da Freud e dallo stesso Lacan sul versante maschile - occupa, sul coté femminile della teoria, una posizione marginale, ambigua, irrisolta dovuta allo scacco in cui Freud si trova nel tentativo di spiegare il rapporto fra la donna e la Legge nonchè le sue conseguenze sulla formazione dell'Ideale dell'Io femminile.

Identità di genere - Wikipedia

Inizierei col dire, allora, che c'è un travaglio nel desiderio di Freud, una precipitazione a concludere - nel senso di voler venire a capo di qualcosa - allorché si cimenta sulla sessualità femminile soprattutto nei testi che vanno dal '24 al ' Si avverte, più insistentemente che mai, dopo la scoperta dell'importanza della fase pre-edipica della bimba - paragonata nientemeno, alla scoperta della civiltà minoico-micenea - l'assunzione di un impegno titanico, quasi una promessa superiore non già alla forza spregiudicata del suo ingegno ma agli arnesi, agli strumenti teorici - non abbastanza sofisticati - di cui disponeva.

Bisogna dire che la mancanza di questi strumenti - l'apporto della linguistica - non gli impedisce di giungere comunque al culmine di un percorso teorico estremo cui manca - nondimeno - l'essenziale. Il soggetto trova il suo posto in un apparato simbolico pre- formato che instaura la legge nella sessualità. E questa legge non permette più al soggetto di realizzare la sessualità se non sul piano simbolico. Chi cura chi? Da che cosa? E per che cosa? C'è per La la barrato donna una cura?

E in che consiste? Si sfiora, come si vede, una questione etica cui non manca uno spessore tragico.

  • Pene possibile
  • Sinapsi - Breve excursus sull'omosessualità femminile
  • Devono capire che è una cosa bella essere maschio o femmina.
  • Trasmissione del pene
  • Membro durante lerezione mattutina
  • Nessuna erezione mattutina al mattino
  • Lo stesso argomento in dettaglio: Determinazione del sesso.

Ed è proprio in forza di questa sua ragione che noi siamo qui a confermare con la nostra presenza la mancanza dell'Altro come Luogo per la differenza, a confermare che Lacan aveva ragione Come non cogliere che gli scritti che circolano attualmente nel Forum - gli esempi non mancano - battono all'unisono lo stesso chiodo, come non sentirli risuonare - con strumenti più o meno accordati - della stessa malinconica melodia?

E come non avvertire il fruscio di un girotondo che è anche un girare in tondo, un girare attorno a qualcosa - un Centro - che appena sfiorato rapidamente si dilegua. Credo che il nostro compito - di certo il mio - come analista donna sia quello di atteggiamento femminile nei confronti del pene appieno - voglio dire con tutti i cinque sensi - la Ragione di questa ragione di Lacan e di Freud prima di luiper tentare di interrogare il rapporto fra teoria e cura.

Di questo, proprio di questo si tratta, di un al di là della Legge - malgré la loi - dice va Lacan.

atteggiamento femminile nei confronti del pene

Per entrare ora nel vivo dell'argomento non trovo di meglio da fare che riesaminare alla luce del contributo di Lacan sui testi freudiani, quella disimmetria essenziale che distingue il percorso edipico femminile da quello maschile e che implica per Freud due cambiamenti decisivi riferiti esclusivamente alla bimba.

Tale è la tesi di Lacan.

Identità di genere

O, ancora, quando a proposito dell'enigma donna, dirà - memore forse di Aristotele - che esso consiste in una perpetua alternanza e in un congiungimento impossibile fra maschile e femminile, due polarità fra cui mancando ogni riconciliazione possibile, c'è un'antitesi irriducibile che situa perciostesso la questione femminile sul versante del Tragico. Libro III, pagg. Lacan qui - e non solo qui - non dice che l'identificazione della donna all'oggetto paterno è un meccanismo tipicamente, esclusivamente isterico, dice - nientemeno - che l'identificazione immaginaria al padre rientra, in un certo senso, per la donna nell'ordine atteggiamento femminile nei confronti del pene una necessità evidenziando, nel contempo, la mancanza nell'Edipo femminile, di un'identificazione con la madre.

Breve excursus sull'omosessualità femminile A cura di Dario Ferrara Lo sviluppo psicosessuale della bambina è caraterizzato, al pari del bambino, da un lungo e complesso periodo di attaccamento esclusivo alla madre che precede il complesso edipico. In questo periodo la bambina proietta la sua libido nei confronti della madre, il padre, invece, non è altro che un rivale. Nello sviluppo della femmina vi è come un processo di trapasso da una fase all'altra" freud. Questa grande privazione, come la precedente, il seno, costituisce la seconda importante ferita, che promuove sentimenti intensi di rivalsa e che conferma le idee della bambina che la madre sia colei che detiene il potere. Nello stadio pre-edipico dello sviluppo, il pene è il mezzo per corrispondere alla seduzione genitoriale e media la relazione con la madre.

Teniamo ben presente questo punto che ai fini del nostro discorso ha grande rilevanza. Va anticipato subito, crema per lingrandimento del pene acquistare in farmacia mentre Freud non rinuncerà mai ad affermare con ogni mezzo, anche a costo di sfibranti revisioni della sua teoria e sino al termine della sua vita, l'identificazione della bimba con la madre - quasi a voler operare l'impossibile quadratura del cerchio tesa a ristabilire con l'Edipo maschile una simmetria impossibile, Lacan eviterà prudentemente questa soluzione.

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Se il Nome del Padre - che dà fondamento alla Legge - è essenziale sul versante maschile alla strutturazione del simbolico, manca, - non senza ragione - sul versante femminile un Nome della Madre.

E dunque? Come trovare in questo labirinto un orientamento? Qual è - ammesso che ci sia - l'identificazione che permette ad una donna di diventare una donna?

Per quel tanto d'onestà teorica che l'analisi di un testo esige, ho rilevato poco fa che l'interpretazione di Lacan che spinge la disimmetria edipica oltre il cambio d'oggetto sino all'identificazione, potrebbe apparire una forzatura.

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Freud dunque sembra considerare l'identificazione della bimba al padre se non proprio un evento normalmente presente nell'Edipo femminile, un evento limite fra patologia isteria e perversione omosessualità. In sintesi, in questi scritti di Freud, l'identificazione della donna con il padre - cui Lacan si riferisce - pur essendo costantemente presente, lo è sempre in forma ambigua, mai esplicita.

Come è possibile sostenere l'accesso della bimba al femminile attraverso l'identificazione con un oggetto di sesso diverso dal suo? Il fatto è - lo vedremo trattando dell'identificazione sul versante materno - che Freud, nell'intento di risolvere questo paradosso, si troverà invischiato in un'impasse teorica ancor più seria. Infatti, il tentativo di dar conto del desiderio femminile tramite il puro e semplice scambio pene-bambino, comporta la condanna del desiderio femminile alla funzione materna, l'identificazione fra sessualità femminile e procreazione e infine lo scambio di un desiderio femminile con un desiderio che, date le premesse, femminile non è.

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Sotto questo profilo, l'operazione di Lacan di spingere la teoria freudiana oltre il cambiamento d'oggetto e di zona erogena, per estendere al concetto d'identificazione la disimmetria esistente fra un uomo e una donna, è non solo legittima ma essenziale per cogliere l'Edipo femminile nella sua nudità.

Se con i dati attualmente a nostra disposizione e con l'aiuto a quelli che andremo a raccogliere, fossimo in grado di rispondere con una certa fondatezza teorica a questa domanda, atteggiamento femminile nei confronti del pene forse incominciare a sciogliere quel nodo enigmatico in cui il mistero del femminile è custodito. Tuttavia, se iniziassimo a farlo considerando l'ipotesi, solo in apparenza più probabile, che la bimba possa diventare una donna tramite un'identificazione con la madre analoga ma inversa a quella che, al termine dell'Edipo, si verifica sul versante maschile, saremmo fuori strada costretti ad ammettere, fra un sesso e l'altro, una simmetria inesistente anche per quanto riguarda l'identificazione e - possiamo finalmente aggiungerlo - la formazione dell'Ideale dell'Io che, pur rappresentando un punto chiave nella nostra ricostruzione, dobbiamo rinviare per non trovarci irretiti in un labirinto di concetti che aggiungerebbero a difficoltà altre difficoltà.

Rileviamo per ora, che comunque stiano le cose a livello teorico, l'identificazione sul versante materno, pur presente soltanto nello scritto del '32, è quanto basta perchè ce ne occupiamo sottolineando, in grassetto, che lo spazio dedicato da Freud all'identificazione della donna con la madre, è davvero risibile.

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Se si considera il primo tipo d'identificazione descritta, quella pre- edipica alla madre fallica, è facile constatare che sul piano della nostra ricerca, per la bimba, di un modello identificatorio femminile e di un desiderio femminile, tale identificazione non differisce da quella con il padre caratterizzata, in un primo tempo per ammissione dello stesso Freud, dal desiderio di possesso del pene. Infatti, l'identificazione immaginaria di Dora con il Signor K.

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La sua identificazione al l'uomo, portatore del pene, è per lei in questa occasione un mezzo per afferrare la definizione che le sfugge. La metafisica della propria posizione è la via traversa imposta alla realizzazione soggettiva della donna. La sua posizione è essenzial- mente problematica e, fino ad un certo punto, inassimilabile. Ma una vol- ta che la donna è impegnata nell'isteria, bisogna dire che la sua posizio- ne presenta una stabilità particolare……….

Quando la sua questione pren- forma sotto l'aspetto dell'isteria, è molto facile per la donna porla per la via più breve, cioè l'identificazione al padre. Quando andremo a considerare, infatti, alcune differenze fra melanconia ed isteria, soprattutto sul versante dell'identificazione, vedremo che si tratta proprio di questo.

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Rilevo qui, per inciso, il nesso esistente fra colpa e masochismo femminile. Alla vista del genitale Demetra accetta di libare superando, per un attimo, il suo cordoglio e Iacchos, un fanciullo, ride, per nulla spaventato. Che cosa terrorizza dunque una bimba?

Avversione sessuale (ripugnanza nei confronti dell’attività sessuale)

Su quale dei tre registri -immaginario, simbolico, reale - dobbiamo iscrivere l'intensità di questo orrore per riconoscergli quell'aspetto tragico che gli è proprio? Freud, per spiegare l'orrore del femminile, fa ricorso alla biologia mentre Lacan chiama in causa l'ordine significante. Il che non manca, naturalmente, di avere su di lei gli effetti che vedremo. Ci sono tutti gli elementi perché la bambi- na abbia della posizione femminile un'esperienza che sia diretta e simmetrica alla realizzazione della posizione ma- schile.

Il comportamento sessuale dei bambini - G.A.G.

Non ci sarebbe alcun ostacolo se questa realizzazio- ne dovesse compiersi nell'ordine dell'esperienza vissuta, della simpatia dell'ego, delle sensazioni. Eppure l'esperien- za mostra una differenza che colpisce - uno dei due sessi è necessitato a prendere come base della propria identifica- zione l'immagine dell'altro sesso. La svista di Freud consiste nello aver scambiato un mezzo con il fine dimenticando, pare, che talvolta il fine giustifica i mezzi. Detto altrimenti, il cambio d'oggetto che tanto ha dato da pensare a Freud e a Lacan e che ha impegnato questa ricerca, non si verifica.

Ha anche criticato i filoni separatisti del femminismo come " reazionari " per aver promosso l'idea che gli uomini sarebbero intrinsecamente immorali, inferiori e incapaci di contribuire a porre fine all'oppressione sessista o beneficiare del femminismo [9] [10]. In Feminism is For Everybody, Watkins lamenta il fatto che le femministe che hanno criticato il pregiudizio anti-maschio nei primi movimenti delle donne non abbiano mai attirato l'attenzione dei media e che "il nostro lavoro teorico critica la demonizzazione degli uomini considerati come il nemico non ha cambiato la prospettiva delle donne che erano anti-maschi". Watkins ha teorizzato in precedenza che questa demonizzazione avrebbe portato a una frattura non necessaria tra il movimento maschile e il movimento femminista [11]. Sebbene Watkins non nomini singole teoriche separatiste, la visione utopica della filosofa e teologa femminista Mary Daly di un mondo in cui uomini e donne eterosessuali sono stati eliminati è un esempio estremo di questa tendenza [12]. Daly sosteneva che l'uguaglianza sessuale tra uomini e donne non era possibile e che le donne, a causa delle loro capacità superiori, dovrebbero governare gli uomini [13].

Che cosa accade dunque nella melanconia? Che cosa accade quando anche l'ultima illusione - il cambio d'oggetto - non è immaginabile? Stupenda metafora per nominare un declino, quasi il calare di un sipario sul destino del femminile, lo stesso della propria madre.

Ma anche il calare di quel velo che avvolge un soggetto nella spirale depressiva.

Le allieve post freudiane divergenze in psicoanalisi K.

All'inizio ebbe luogo una scelta oggettuale, un svincolamento della libido a una deter- minata persona, poi, a causa di una mortificazione o di una delu- sione subita dalla persona amata, questa relazione oggettuale fu gravemente turbata.

L'esito non fu già quello normale, ossia il ri- tiro della libido da questo oggetto e il suo spostamento su un nuo- vo oggetto…. Ci sono tutti gli ingredienti essenziali, tipici nella relazione edipica fra la bimba e la propria madre. Inutile dire che neppure l'odio conseguente al torto subito, è generalmente riscontrabile nella relazione madre - bambino. Al termine di questo primo flash orientativo sull'Edipo femminile, un dato emerge con sufficiente chiarezza: la mancanza per la donna, nel corso della sua evoluzione edipica, di un modello identificatorio femminile tale da permettere l'accesso alla proprio sesso e al proprio desiderio.

Occorrerà la pazienza del cammello prima che il cammello diventi leone e il leone diventi fanciullo….