Le cause della disfunzione erettile

Erezione in medicina

erettile, disfunzione

Generalmente, in soggetti non circoncisi, durante l'erezione avviene la fuoriuscita del glande. Questo dipende nello specifico da due fattori.

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Inoltre, va ricordato che quest'ultimo, a causa dell'afflusso di sangue, oltre ad assumere una tipica colorazione intensa, aumenta notevolmente di volume. In ogni caso, è importante che il prepuzio possa essere sempre ritratto senza difficoltà al di sotto della corona del glande. L'erezione è poi soggetta a patologie che ne condizionano la durata e la qualità.

Disfunzione erettile: quali sono le cause?

Tra di esse si ricordano il priapismoovvero un'erezione prolungata, persistente e dolorosa non connessa a eccitazione o desiderio sessuale, e le patologie note con il termine di disfunzione erettile che determinano la mancanza, o la riduzione di durata o intensità dell'erezione; le cause possono essere sia di natura fisica sia di natura psicologica.

In entrambi i casi la medicina ha raggiunto notevoli traguardi e la disfunzione erettile è spesso risolvibile. Fisiologia dell'erezione del pene[ modifica modifica wikitesto ] Il sistema nervoso parasimpatico determina un rilascio delle cellule monocitiche lisce dei vasi arteriosi arterie elicineespandendo lo spazio le trabecole di alcuni corpi cavernosi e, in particolare, del glande.

  • Quali solo le cause della disfunzione erettile?
  • Definizione Cause Sintomi Cure Naturali Farmaci Definizione La disfunzione erettile è un problema sessuale consistente nell'incapacità di mantenere o raggiungere l' erezioneper ottenere una prestazione sessuale sufficiente.
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  • Medicina generale e disfunzione erettile - Informazioni sui farmaci
  • Il termine disfunzione erettile è più corretto del termine impotenza, proprio perché definisce più precisamente la natura di questa disfunzione sessuale.

L'ingresso di sangue aumenta di 40 volte rispetto alle condizioni normali. La tonaca a sua volta comprime le vene bloccando il ritorno venoso di sangue. Quindi, le cellule rilassano i erezione in medicina arteriosi che si riempiono e comprimono il mantello penico che chiude i vasi venosi e mantiene la rigidità del membro virile.

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Meccanismo opposto si verifica nel ritorno alla fase detta "flaccida" del pene. Questa è attivata dal sistema nervoso simpatico con contrazione della muscolatura liscia del pene, una riduzione del flusso di sangue arterioso, e la decompressione delle vene poste sotto l'albuginea, con il ritorno al libero deflusso del sangue venoso.

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L' ossido nitrico è necessario per l'avvio dell'erezione e della risposta vaginale, ed è rilasciato attraverso il neurotrasmettitore NO-sintasi nNOS prodotto nei tessuti nervosi del pene. Ricercatori coordinati dalla Johns Hopkins University School of Medicine hanno rivelato l'intera catena biochimica che presiede il processo di erezione e scoperto che l'ossido nitrico è il mediatore più importante, coinvolto nell'intero processo erettile tramite la fosforilazione del nNOS che è bloccata dai PKA inibitori, e non nella sola fase di avvio dell'afflusso di sangue al pene come ritenuto negli ultimi 20 anni.

L'anatomia del clitoridesia pure in scala ridotta, è simile a quella del pene maschile, sicché l'aumento di dimensioni del clitoride e la sua erezione, che ne provoca l'esposizione al di fuori del piccolo cappuccio di pelle che lo ricopre, consegue erezione in medicina afflusso di sangue all'interno dello stesso.

Erezione del capezzolo[ modifica modifica wikitesto ] Lo stesso argomento in dettaglio: Telotismo. Erezione del capezzolo L'erezione del capezzolo dipende generalmente da fattori diversi, eventualmente combinati fra loro: nella donna con l' allattamento maternoche comporta una stimolazione diretta del capezzolo e la produzione di ossitocinache ne provoca l'estensione, nell'uomo e nella donna con la stimolazione diretta della mammella e della zona del capezzolo, che comporta eccitazione sessuale, con una forte emozione e con il freddo.

  1. Pene adulto
  2. Non va tuttavia sottovalutato l'apporto fondamentale della Medicina Generale per studi di outcomes research, vale a dire di valutazione dei risultati dell'assistenza sanitaria in un contesto di normale pratica clinica.

Burnett, Solomon S. Snyder, K. Hurt, S.

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Sezen, G. Lagoda, B. Musicki, G. Rameau, PNAS n. PNAS 41 doi

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